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Molto spesso noi donne che lavoriamo in proprio ci approcciamo alla comunicazione attraverso i nostri canali in maniera molto creativa, utilizzando magari il canale social che ci piace di più e creando e pubblicando contenuti mosse dall’impulso della vena inventiva del momento, piuttosto che adottare una strategia di comunicazione intercanale.

Il problema di non adottare appunto una strategia di comunicazione è quello di non portare a casa risultati concreti e tangibili che possono essere  una crescita delle persone che ci seguono come anche la costruzione di una reale e fedele community e soprattutto dall’altro lato la conseguente mancanza di clienti paganti e poi fidelizzati che acquistano i nostri prodotti o servizi in maniera reiterata nel tempo. 

La mancanza di porsi degli obiettivi e del costruire una strategia di comunicazione per poterli perseguire portata avanti nel tempo può definire il successo o l’insuccesso del nostro lavoro

Potremmo sì agire in condizioni di emergenza pianificando e costruendo i nostri contenuti secondo l’estro del momento per un certo periodo ma la cosa non può essere portata avanti per lungo tempo senza che questo implichi in mancanza di una buona strategia di comunicazione la perdita di energie, della stessa creatività che non avrebbe una direzione e soprattutto di posizionamento del nostro brand e di denaro contante.

Cosa è necessario fare sin da subito per costruire una strategia di comunicazione?

La cosa basilare e fondamentale è apprendere gli strumenti e le azioni utili per pianificare le nostre attività di marketing e di comunicazione.

Qual È l’obiettivo di tutte?

L’obiettivo di tutte in fondo è vendere. Vendere il proprio prodotto o servizio. Ma la strada per arrivare all’obiettivo è lunga. 

Per prima cosa occorre cominciare con l’essere presenti sui vari canali e cominciare a farsi notare per poi  trasformare le persone da internauti a curiose, da curiose a follower o navigatori sul proprio sito/blog affezionati, da follower o visitatori a fan di una tribù e infine in clienti che pagano e poi in clienti fidelizzati.

Attraverso una strategia di comunicazione ad hoc dobbiamo riuscire a costruire una ragnatela che non solo comunica ma ammalia e fidelizza chi ci segue.

Come possiamo fare questo? 

Ora prima di vendere il cosa ossia il prodotto o servizio e il come ossia la tua proposta di valore o il come fai le cose e ti distingui dalle tue competitor è importante lavorare sul tuo perché.

La gente in realtà compra il motivo per cui fai le cose e ti rimane fedele. Se non hai un tuo perché e non ci hai lavorato sopra verrai presto abbandonata per il nuovo prodotto sul mercato che viene fuori ad un prezzo più basso.

Tutte le aziende più importanti che hanno una loro strategia di comunicazione efficace hanno lavorato sul loro perché. Pensa alla Apple. La gente fa la fila fuori dei negozi per giorni all’uscita di un loro nuovo prodotto. Eppure è stato dimostrato che non sono proprio più tecnologicamente competitivi rispetto ad altri. Se vogliamo sul mercato esiste anche di meglio.

Qual È il perché della Apple?

Apple: “Crediamo nel pensiero diverso. Sfidiamo lo status quo facendo prodotti ben progettati, semplici da usare e intuitivi e quindi facciamo computer fantastici. Ne volete comprare uno?”

Il loro perché è la motivazione del cliente fedele.

L’obiettivo è quello di cercare una mission comune tra noi e la nostra tribù. Con la condivisione di una mission si diventa community e il gioco è tutto lì. Le persone comprano il nostro perché e il nostro credo.

Le persone spesso comprano perché hanno dei bisogni o problemi o anche per esternare un certo stile di vita con i nostri oggetti o servizi (non solo perché siamo simpatiche). Ovviamente oltre alla nostra mission, ai bisogni, dobbiamo avere un prodotto top ed un piano o strategia.

Occorre poi posizionare il nostro brand nella mente del cliente in una posizione rilevante arricchendo il “perché” con una buona “brand positioning” e su tutto questo occorre costruire una buona strategia di marketing e comunicazione integrata.

Ora cosa è una strategia?

Una strategia semplicemente sono gli step che ti portano dal dove sei verso un obiettivo.

L’obiettivo è ciò che vuoi raggiungere. Può essere un obiettivo qualitativo o di awareness o notorietà o invece quantitativo di crescita dei tuoi numeri.

Per raggiungerlo devi fare un’analisi iniziale del dove sei e compiere dei passi e delle azioni da poter monitorare che ti portano verso l’obiettivo finale. Dal punto A dove sei al punto B dove vuoi arrivare ci possono essere obiettivi più piccoli o medi a piccola e media scadenza di tempo.

Ora semplicemente strategia significa fare in sostanza cose diverse con strumenti diversi per arrivare ad un obiettivo finale.

Cosa c’è alla base di una buona strategia?

Alla base è fondamentale prima profilare la personas ossia il cliente ideale o leader della tua tribù. È lui o lei la persona a cui rivolgiamo il nostro messaggio.

La strategia deve essere necessariamente multicanale e multi messaggio poichè vogliamo indurre le persone a compiere azioni diverse a seconda del canale in cui stanno “pascolando” ma anche a seconda della giornata in cui si trovano su quel canale

Per esempio: “Un lunedì mattino non sono proprio propense a comprare – in ufficio fanno il gossip del weekend – vogliono qualcosa di più leggero. La domenica mattina invece stanno curiosando sui social… sono nel letto e sono più distese e possiamo magari portare avanti una strategia di storytelling. Il sabato sera invece non è il caso di raccontare la storia della propria vita sui social magari perché si è impegnate in una serata/disco e si cercano cose divertenti”.

Siamo tutte multi canale e multi messaggio.

Occorre analizzare ogni canale e poi vedere come collegare questi canali tra loro con i loro rimandi e con la loro tipologia di comunicazione, di messaggio e di azione che vogliamo che ci segue compia verso di noi.

Per esempio possiamo volere che chi ci segue compri o che ci scopra o addirittura che faccia un qualcosa che la fidelizzi con noi.

Tutte queste azioni vanno disegnate e occorre disegnare la strada che il cliente-pollicino fa all’interno dei propri canali sia di proprietà come il sito/blog o la newsletter e sia in affitto come i canali social. Questa strada si chiama journey o viaggio del cliente.

Prima di costruire la stradina e il flipper da poter fare al nostro pollicino occorre capire quali canali possiamo utilizzare e come.

Facebook è ottimo per creare community, eventi, condividere contenuti. È utilizzato soprattutto dalle persone overanta. Su Facebook si possono creare video, i contenuti sono condivisibili  ed è ottimo per fare customer care.

Pinterest è un ottimo canale per vendere e per postare gli opt-in alla newsletter.

Instagram ha molte più carte da giocare. È multi funzione anche con l’IGTV e i nuovi reel.

Su YouTube occorre per essere visibili fare molte visualizzazioni. Ed è quasi simile ad un motore di ricerca.

Ora nella nostra strategia dobbiamo portare tante persone nella parte alta del funnel a imbuto con la produzione di contenuti mirati a destare attenzione, interesse, desiderio e poi portale a compiere un’azione. A mano a mano le persone lungo il percorso dell’imbuto diminuiscono anche notevolmente. In media il tasso di conversione di chi compie un’azione dall’inizio del funnel alla fine si aggira attorno al 2,5/5%. 

Il funnel più conosciuto infatti è il funnel AIDA che è un acronimo che sta per attenzione, interesse, desiderio ed azione.

In conclusione abbiamo visto che è importante lavorare su:

  • Il proprio perché
  • Su una brand positioning
  • Sul proprio cliente ideale
  • Sul messaggio
  • Sui canali
  • Sul funnel

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