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Portare avanti una propria attività di business senza avere degli obiettivi economici è come viaggiare senza avere una meta da raggiungere. Il rischio è quello di non arrivare in realtà da nessuna parte o almeno in un luogo che ti piaccia veramente.

Pertanto avere degli obiettivi economici direi che è fondamentale in quanto riusciamo a lavorare durante l’anno focalizzate. Avendo un piano ed una strategia da seguire nulla è lasciato al caso. Siamo inoltre pronte misurando e monitorando i nostri KPI ossia gli indicatori di performance chiave principali a reimpostare il nostro piano d’azione. In modo da fare fronte alle emergenze per fare meglio e di più.

Cosa occorre fare per cominciare a stabilire i nostri obiettivi economici?

In primo luogo occorre settare i nostri obiettivi economici. Questi come ogni obiettivo che si rispetti devono essere significativi. Per gli obiettivi economici valgono le stesse regole di un qualsivoglia obiettivo. 

Perciò devono essere SMART. Ossia specifici – non vale dire voglio guadagnare di più – cioè dobbiamo settare un numero o meglio dei numeri ben precisi, misurabili, attraenti o sfidanti cioè ci devono emozionare, realistici – se lo scorso anno non abbiamo fatturato più di € 8.000,00 non possiamo pensare che da un giorno all’altro se ne possa fatturare € 500.000 e con una bella data di scadenza. 

Come facciamo a settare il nostro obiettivo o meglio i nostri obiettivi economici?

In primo luogo si vanno a calcolare tutte le nostre spese personali mensili per definire un nostro stipendio base. Poi si calcolano tutte le nostre spese mensili di business. Si sommano e si incrementano delle nostre tasse e contributi a seconda del nostro regime fiscale. Otteniamo il nostro obiettivo mensile minimo da raggiungere. Si moltiplica questo per 14 e otteniamo il nostro fatturato minimo annuo da raggiungere.

14 perché dobbiamo ragionare come se fossimo delle lavoratrici dipendenti che hanno diritto alla tredicesima e alla quattordicesima per poter fare vacanze e regali.

Si calcola poi un incremento di crescita a seconda dello stadio della nostra attività. Che può essere del  20/40 % per un periodo di crescita, del 10% per un periodo di consolidamento e anche di 1/5  % per un rebranding o rinnovamento.

Fatto codesto calcolo ne viene fuori l’obiettivo minimo al di sotto del quale non possiamo scendere.

Qui io ho parlato spesso di obiettivi economici più che di un solo obiettivo. Questo perché sono abituata ad utilizzare un modello per fissare i miei obiettivi economici che è quello del M. T. E. 

Dove per M sto ad indicare il mio obiettivo minimo. Che può essere anche quello della media del fatturato degli ultimi tre anni. E che sono sicura di poter raggiungere e al di sotto del quale non posso scendere.

T sta per obiettivo target ossia quell’obiettivo economico che so che se applico  le giuste strategie e mi dò da fare posso anche raggiungere.

E invece sta per obiettivo esagerato. Ossia quell’obiettivo fantastico che una volta raggiunto il minimo e aver lavorato bene per raggiungere l’obiettivo target posso anche immaginare di poter raggiungere.

Questo perché il nostro cervello se è settato ad un solo obiettivo è tarato per raggiungere solo quel determinato risultato. Se io mi do invece obiettivi economici diversi e differenti ho l’elasticità mentale e la capacità concretamente di poter realizzare di più.  

 

Fissati i tre obiettivi si va a fare il conto della massaia. Ossia si va nel nostro carrello e si cerca di capire cosa e quanto vendere mensilmente per raggiungere i nostri obiettivi economici. 

A questo punto è arrivato il momento del brainstorming: si può pensare ad un nuovo prodotto o servizio da lanciare all’interno del nostro mercato.

Questo diventa il Big Event dell’anno. Lo si crea e se ne struttura la promozione e il lancio.

Altrimenti si può pensare al rilancio alla grande di un nostro servizio di punta.

Si pensa poi a dei piccoli lanci periodici per non stancare la nostra audience ma sempre facendo attenzione a fare quadrare i conti.

Una volta definito cosa e come vendere si strutturano in calendario tutti i  nostri lanci. Per lo scopo sarebbe utile avere o un piano a muro o un grande piano annuale in formato excel.

 

Si arriva così al punto di definire dei KPI o misuratori di crescita che sono semplicemente dei numeri che come un termometro stanno ad indicare la crescita o decrescita della nostra attività. Questi possono essere differenti e di diversa natura come ad esempio il numero dei nostri fan, i clienti, gli iscritti alle liste, i clienti, il tasso di conversione delle nostre pagine, i visitatori del sito, il ritorno di investimento in pubblicità, gli acquisti fatti e altro.

Monitorando questi numeri possiamo eventualmente virare la rotta e apportare degli aggiustamenti più opportuni.

Si passa poi a definire il nostro piano editoriale per categorie di obiettivi e tipologie di contenuti da declinare successivamente in un calendario editoriale.

In concreto cosa abbiamo visto oggi?

Abbiamo visto:

  • come definire un obiettivo SMART
  • abbiamo fissato  un primo obiettivo economico
  • come utilizzare il modello M.T.E.
  • abbiamo fatto i conti della massaia
  • stabilito il nostro Big Event
  • l’importanza di mettere in calendario i lanci
  • i KPI
  • il piano editoriale

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