Prima di andare in vacanza in Agosto per ritornare online il 6 Settembre il Blog apre le sue porte per la rubrica “ Donne di Valore “, le donne che aiutano a fare grande un piccolo business, a Antonella Sperandio, consulente Etsy e Pinterest per piccole realtà artigiane.

Ho conosciuto Antonella nella scuola “ Soulful Business “ di Giada Carta . Per il suo amore per le immagini, donna colorata, ai miei occhi mi ha colpito per il suo efficace pragmatismo ed un dettaglio della sua vita privata che me l’ha resa subito simpatica: il suo andare in giro con la sua famiglia con il camper Vanes.

Antonella ha tenuto una classe per Gioia Gottini nella sua Mansardina University.

Passo ora la parola ad Antonella!

  • Antonella come ti sei avvicinata al mondo dell’handmade?

È successo tutto per caso, una storia classica: una mia cara amica creava splendidi gioielli con la plastica riciclata ed oltre ad essere ecologici erano davvero belli. Lo faceva per divertimento ma le sue creazioni erano talmente originali e curate che molte amiche comuni iniziarono a chiederle se potevano acquistarli. A quel punto mi fulminò l’idea. Io conoscevo già Etsy da acquirente e facendo 2 + 2 chiesi alla mia amica se potevo provare a crearle un negozio per vendere i suoi gioielli on line. Lei ne fu entusiasta e il resto è storia.

  • Cosa ti piace di Etsy e Pinterest?

Adoravo Etsy già quando stavo dalla parte esterna della vetrina, quando acquistavo: avere la possibilità di tenere tra le mani fantastiche creazioni nate dalle idee di piccole artigiane sparse per il mondo mi dava una sensazione di “vicinanza”. Sono sempre stata affascinata da tutto il processo di acquisto, molto diverso da quello di Amazon per esempio. Il fatto di poter scambiare due chiacchiere con una ragazza in Australia o in Texas era già parte integrante dell’esperienza di acquisto su Etsy. Il mio interesse per Pinterest invece è nato più tardi, quando ho iniziato a maturare una certa “insofferenza “ per i social network. Non sono una persona espansiva e, anche se non si direbbe, sono pure piuttosto riservata. Ho notato che Pinterest richiedeva meno “socialità” e più “tecnica”, e questo mi ha attratto fin da subito. Poi, più mi addentravo nello studio e vedevo come veniva sfruttato oltre oceano, più mi convincevo che avrei potuto far conoscere le grandi potenzialità di Pinterest anche qui da noi. Tra l’altro Etsy e Pinterest si basano entrambi su un approccio visivo. Pinterest diventa quindi la naturale piattaforma di promozione di ogni shop su Etsy.

  • Chi aiuti e come lo aiuti?

Mi piace lavorare con le artigiane primo perché sono le naturali fruitrici di Etsy e poi perché nel tempo ho conosciuto donne davvero straordinarie, che hanno saputo reinventarsi, affrontare le proprie difficoltà. Tutta questa forza veniva SOLO da loro. Idee, caparbietà, forza d’animo e testardaggine sono caratteristiche in cui mi rivedo molto e lavorare con persone a me affini mi viene meglio. Incontro le donne con cui lavoro in diversi momenti del loro processo decisionale: donne all’inizio del percorso che stanno valutando di iniziare perché hanno la voglia di farlo ma non abbastanza informazioni; in questi casi con il mio appoggio (e pure una spintarella) arriviamo ad aprire il loro negozi on line. Oppure vengo contatta da crafter che hanno già fatto il passo ma la loro esperienza non rispecchia le aspettative. In questo caso facciamo un’analisi del percorso già fatto, del punto attuale e vediamo insieme come procedere con una strategia specifica che gli dia modo di proseguire in autonomia ma verso risultati concreti.

  • Quali sono i passi essenziali per chi voglia promuovere la propria attività artigianale?

Anzitutto, come dico sempre, bisogna avere un obiettivo chiaro in mente. Questo progetto sarà strutturato ma pur sempre un hobby oppure deve permettere all’artigiana di pagarci le bollette? Spesso chi si approccia al mondo di Etsy non considera l’effettivo impegno che ci vuole. Avere un negozio virtuale non è affatto diverso dall’averne uno fisico in cui tirar su la saracinesca ogni giorno! Una volta definito l’obiettivo si passa alla strategia da mettere in atto per raggiungerlo. Una buona programmazione della produzione, del tempo, della comunicazione sono aspetti fondamentali da curare nei dettagli.

  • Vuoi lasciarci una tua risorsa gratuita utile alle nostre lettrici e parlarcene?

Partendo dell’inizio (ma anche a strada imboccata) fare un’analisi oggettiva del nome per il proprio brand è sempre un ottimo punto di partenza. Per questo ho creato un percorso di NAMING in 5 lezioni che aiuta a capire anche cosa c’è già la fuori, la concorrenza e il mercato a cui ci si rivolge. Da questa analisi spesso vengono fuori anche altre idee oltre al solo nome del brand. questo il link a cui iscriversi http://bit.ly/My_Naming_is

Ti ringrazio Antonella per aver voluto condividere tutto questo con noi!

Potete trovare Antonella su www.antonellasperandio.it , su IG su @lantospera e su Pinsterst su @lantospera

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