Solitamente Agosto e Settembre sono i mesi in cui si lavora sul proprio Planning ( hai preso dei giorni tutti per te per poterlo fare vero? ) e personalmente quello che faccio io quando vado in Salento per lavorarci su è quello di aprire un bel quaderno e di mettere su una pagina bianca una lista di buoni propositi per l’anno che deve ancora venire.

Le idee sono tante e quello è proprio un momento di entusiasmo, passione e pragmatismo e pianificazione assieme.

Solitamente quello è anche il momento in cui tiro le somme di quello che ho fatto sino a quel momento cercando di sentire un senso di soddisfazione per potermi dare una piccola pacca sulla spalla.

Tornando alla mia lista di idee e buoni propositi cerco poi di fare una prima selezione andando ad individuare quelle idee e quei progetti che non si possono facilmente concretizzare perché:

  • Non le desidero davvero.
  • Sono troppo vaghe.
  • Sono troppe.

Nel primo caso certe volte ci allineiamo a delle mode perché così fan tutte. Solitamente poi sono quelle cose che una volte raggiunte almeno a me non mi danno quel profondo senso di soddisfazione.

Nel caso delle idee troppo vaghe si tratta di intenzioni generiche come per esempio l’organizzarmi meglio senza darmi un parametro che mi indichi un reale cambiamento.

Sono troppe: sono quelle liste infinite di cose da voler fare che rendono il mio Planning un panino imbottito.

Il mio obiettivo è invece quello di metterci dentro poche cose attorno alle quali far ruotare le attività di routine in modo da fare tutto e tutto bene.

Alla fine rimangono le cose essenziali sulle quali poter lavorare.

Le idee sono un pò come l’elenco dei miei “l’anno prossimo farò” e devono:

  • Inseguire obiettivi realistici. Può anche accadere che ci si dia degli obiettivi irrealistici in particolare se si è agli inizi con la propria attività di business o non si presti la dovuta attenzione alle metriche.
  • Perseguire obiettivi quantificabili. E’ necessario darsi per esempio un obiettivo economico quantificabile per ogni lancio messo sulla carta.
  • Non creare progetti troppo complessi. Certe volte ragioniamo come se fossimo delle aziende di medie dimensioni dimenticando che siamo delle piccole attività e mettiamo sulla carta dei piani che sembrano perfetti e che poi finiscono con l’infrangersi dopo poco tempo.

Quello che dobbiamo imparare è semplificare.

Anche quando andiamo a creare il nostro Piano Marketing di supporto al nostro Planning: non dobbiamo metterci dentro troppa roba ma semplificarlo per renderlo attuabile ed efficace.

Ti dico qui come creare un Piano Marketing efficace che sia di supporto al nostro Planning.

Il Piano Marketing è la mappa delle azioni del cosa vuoi ottenere e del come intendi farlo.

Fa chiarezza sui tuoi obiettivi ( il cosa ) e sulla strategia attraverso la quale vuoi raggiungerli ( il come ).

Cerca di definire all’interno del tuo Piano Marketing a chi ti rivolgi ( la tua cliente ideale ), quali prodotti o servizi lancerai il prossimo anno, su quali tuoi canali investire e con quale regolarità.

Fare tutto questo ha molto significato perché ti permette di misurare la tua crescita e di poter correre ai ripari se qualcosa non va proprio come hai desiderato.

Tutte queste cose non devono assolutamente rimanere nel cassetto ma il tutto va monitorato mese per mese, settimana per settimana.

Dalle piccole idee nascono le grandi cose.

Ancora di pianificazione e Planning ti parlo nella mia guida regalo che trovi qui!

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